| BELFAST
- A dividerle ci sono solo una caserma senza finestre,
piena di filo spinato e telecamere accese, e un prato
coperto di immondizia. Una volta c'era anche un cancello
blindato, simile a una diga, che si apriva e chiudeva
e lettronicamente dall'interno della caserma. Da qualche
mese lo lasciano quasi sempre aperto. Ma Shankill Road
e Falls Road, le due strade che simboleggiano il conflitto
nordirlandese, sono molto più lontane l'una dall'altra
dei 50 metri che servono per attraversare questa terra
di nessuno.
Mentre al castello di Stormont, su una collina dove
l'alta borghesia di Belfast si mischia senza distinzioni
politiche o religiose, i leader politici firmavano l'accordo,
nelle due roccheforti dell'odio la gente comune ha atteso
con ansia il risultato del negoziato. I pregiudizi,
la violenza, l'intimidazione, i sentimenti di opposta
lealtà, la Storia stratificata in secoli di incomprensioni,
tutto nelle Falls e a Shankill viene dipinto sui muri.
All'inizio di Shankill i marciapiedi sono stati dipinti
in rosso, blu e bianco, i colori della Union Jack che
sventola su tutto il Regno Unito. Ai lampioni delle
Falls, invece, ieri mattina hanno appeso decine di tricolori
irlandesi verde-bianco-arancione, la bandiera dello
Stato al quale la maggioranza dei cattolici vorrebbe
appartenere.
A Shankill le formazioni paramilitari come la Uff o
la Udf dipingono murales giganteschi, dove si mischiano
il fucile, il vecchio simbolo unionista del palmo della
ma no (più esplicito di un «no»),
fumetti di eroici guerriglieri con il passamontagna
che gridano slogan come «Un'isola, due nazioni»,
o «Da 2000 anni resistiamo all'aggressione irlandese».
Pochi metri più in là, sull'altro lato
della barricata, i mur ales mischiano la Madonna e Bobby
Sands, il guerrigliero dell'Ira che si fece morire di
fame in prigione. E di fianco alla sede del Sinn Fein,
una garritta così blindata da sembrare sempre
sotto assedio, un dipinto spiega l'amara realtà
che sta alla base di un conflitto religioso e nazionalista,
ma anche sociale: «Dodici dei 16 quartieri più
poveri di Belfast sono a West Belfast», cioè
nella parte cattolica. «I murales servivano ad
arruolare i giovani e ad alzare il morale della gente.
Ma non credo che ora ne verranno dipinti altri. Vogliamo
chiudere con il passato», dice Jacki Philipps,
42 anni, presidente dell'associazione dei negozianti
di Shankill Road.
Jacki ha un supermercato famoso: il 23 ottobre del 1993
un terrorista-kamikaze arrivato da Falls Road massacrò
se stesso e molte altre persone. Si diceva che, al piano
di sopra, ci fosse il quartier generale di uno dei tanti
gruppuscoli militari protestanti. «Ho perso un
amico in quell'attentato. Molti di noi hanno perso parenti
e amici. Ma ci siamo resi conto di non poter vincere
con la violenza. Sa perché siamo pronti a fare
la pace? Perché non ne possiamo più del
sangue. Guardi, a me piace molto il calcio. E oggi sento
che è giusto chiudere la partita così:
con un pareggio».
Se quello di ieri sera è un pareggio o un autogoal,
è la domanda segreta che tutti si fanno. Anche
Mary, una vecchietta uscita da una casa popolare di
Falls Road, dice: «La pace? Purché ci sia
anche la giustizia. Mi guardi: io sono poverissima,
cosa ci guadagno?». Lungo Shankill Road ci sono
11 club fondati dalle formazioni paramilitari protestanti.
Posti dove ragazzi coperti di tatuaggi, di professione
disoccupati con sussidio, alle 4 del pomeriggio sono
già chiusi a bere birra. Esattame nte come fanno
i «lads», i ragazzi delle Falls, al club
celtico dove una montagna di muscoli perquisisce chi
entra. Da una parte e dall'altra, anche a pace firmata,
non si permetterebbe certo a un nemico di entrare. Ma
è sufficiente non essere una faccia conosciuta
per essere consigliati di girare al largo.
«Speriamo che non ci svendano. Con tutto il sangue
che abbiamo versato, sarebbe un maledetto errore»,
dice Pat, un muratore sui 40. Quando gli chiedi se è
mai stato coinvolto nella lotta arma ta ti risponde,
con una faccia che scoraggia la richiesta di ulteriori
dettagli: «Ovvio». I protestanti sono una
minoranza in Irlanda. I cattolici sono una minoranza
in Irlanda del Nord. Entrambe le fazioni ritengono di
aver sofferto più dell'altra.
«La pace? Ci sputo sopra», dice un altro
muratore a Fall Road. E sputa davvero, su quel marciapiede
di periferia. Smobilitare gli eserciti non è
mai facile. E in Irlanda del Nord ora bisogna convincere
quelli che l'hanno voluta, questa pace: la gen te comune.
Come dice il vecchio Bert: «Abbiamo così
tanto dentro di noi, che non possiamo schiacciare un
pulsante e far finta di aver cancellato tutto».
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